Alta Via Stage Race....parlano di noi
Alta Via Stage Race, real wild riding

Con l'Alta Via Stage Race si scopre “l'altra Liguria” e il mare visto dall'alto, seppur importante diventa, con il suo azzurro, un dettaglio sullo sfondo di un dipinto a tinte forti.

1- Il golfo di La Spezia visto dall'alto
2- Le mille lucciole nei prati di Sesta Godano
3- Lo yogurt di capra allo sciroppo di rose nel parco del Beigua
4- Palazzo Fieschi a Savignone
5- La traversata del Figne e del Monte Galero
6- L'accoglienza ricevuta a Sassello e sul Colle di Nava: salumi, formaggi e buon vino.
7- Le foreste della Deiva e della Barbottina
8- Il ponte a schiena d'asino di Dolceacqua

I punti che precedono, quasi fossero un sommario, sono in realtà i primi otto buoni motivi che ci vengono in mente per consigliare la partecipazione ad Alta Via Stage Race. Sono venuti così, quasi d'istinto, e non vogliono, oltre a non poterlo essere, esaustivi: quando si parla di una gara a tappe, ci sono mille dettagli che riaffiorano alla memoria solo dopo qualche tempo.

Naturalmente la prima edizione di una competizione non puo' essere esente da qualche pecca di gioventù, ma si deve essere ben consapevoli di un fatto: attraversare tutto l'arco montano di una regione frastagliata come la Liguria non è certo impresa facile, e non solo per i concorrenti. L'Associazione “Ospitalità Alta Via dei Monti Liguri”, che raccoglie strutture ricettive attrezzate per il turismo in questa fascia di entroterra, era ben consapevole della sfida che stava per affrontare, ma ha scelto di portarla avanti, soprattutto per completare una proposta turistica. Se è vero che molti frequentano la Liguria di mare, affollando spiagge e tratti di costa, ben pochi conoscono le potenzialità delle aree più interne, dove trovano piena risposta le esigenze di chi ama un turismo alternativo, che non vive il territorio in modo meramente passivo.


Alta Via Stage Race, per sua indole e per esigenze logistiche di tutta evidenza, non puo' accettare più di cento concorrenti: possiamo dirvi però che per tutti sarà fatto il massimo sforzo per consentire il completamento della gara, come è accaduto per coloro che hanno preso parte all'edizione 2013.
Se c'è una cosa che è balzata subito agli occhi è stata la disponibilità e l'incondizionata attenzione di ogni componente dello staff. Dalla segreteria ai massaggi, dalle cure mediche al recupero di chi non poteva completare la tappa, dall'acquisto di componenti e ricambi alla sistemazione nel campo: tutto si è svolto con la massima considerazione per gli atleti, senza eccezione alcuna.
L'impegno che AVSR richiede è piuttosto elevato: distanze e dislivelli possono essere affrontati da bikers esperti, fisicamente preparati e in possesso di buona tecnica di guida. In due tappe ci sono stati lunghi tratti di portage, sia in salita che in discesa: la gara segue per lunghi tratti l'Alta Via dei Monti Liguri, che non è nata per la mountain bike ma per il trekking, e chi decide i percorsi deve risolvere una questione preliminare. Seguire la traccia dell'Alta Via o far pedalare più a lungo possibile i ciclisti? A livello personale non dispiace un po' di bici alpinismo, ma suggeriamo per le prossime occasioni di inserire nella descrizione della tappa quando è preferibile l'uso di calzature con suola in vibram.
Riteniamo che il costo dell'iscrizione di 500 euro sia equo, e leggermente al di sotto del prezzo medio delle gara a tappe a cui abbiamo partecipato fino ad ora.




Per molti aspetti AVSR non si differenzia molte dalle tradizionali gare a tappe: arrivo e partenza dalla stessa località (anche se in alcune occasioni abbiamo affrontato trasferimenti in bici per raggiungere il campo base); briefing serale con commento sul percorso; pernottamento in tende predisposte dall'organizzazione (ad eccezione della serata di Savignone, dove ci ha ospitato l'Hotel Fieschi). Per altri versi siamo invece davanti ad una novità assoluta, perlomeno in Italia, visto che all'estero la cosa già si verifica: stiamo parlando dell'uso del GPS, con files che l'organizzazione aveva messo a disposizione sul sito ufficiale della competizione, con tracciatura e presenza di fettucce solo in alcuni tratti del percorso. L'esperimento è tutto sommato riuscito, ma consigliamo di seguire la strada già avviata, ovvero la presenza di addetti e marcatura nei punti in cui è maggiore la probabilità di sbagliarsi. Non è facile guardare il GPS e contemporaneamente seguire un sentiero ostico in discesa: quantomeno si corre qualche rischio in più.


Ogni tappa è stata elaborata e realizzata da un gruppo che conosceva le caratteristiche delle zone attraversate: esperti di mtb e di ospitalità hanno collaborato in modo costruttivo, e ci ha fatto piacere sapere che la responsabilità spesso faceva capo al presunto gentil sesso, che non ha risparmiato grinta ed energia.
L'accoglienza che i Comuni ci hanno riservato è stata generalmente buona: la maggior parte delle Amministrazioni ha capito che ci sono delle potenzialità da sviluppare, e ha voluto rilanciare la propria immagine, anche per la presenza di atleti provenienti da paesi diversi dal nostro.
I ristori erano ben forniti, e non sempre secondo la tradizionale ciclistica, ma in modo che potremmo definire personalizzato: a curarli erano i titolari delle strutture ricettive che aderiscono al gruppo “Ospitalità Alta Via”, sempre pronti a dare un aiuto in caso di necessità. 




Al campo base era sempre presente l'assistenza medica, il lavaggio bici, un ottimo servizio di massaggi, l'assistenza meccanica: purtroppo nessun bike store è stato in grado di garantire la presenza per tutta la settimana, e a volte è toccato allo staff cercare una soluzione insieme ai meccanici del posto.
Noi non abbiamo dubbi: si tratta di un'esperienza che vale la pena di essere vissuta, sia per l'atmosfera che gli organizzatori sono riusciti a creare tra chi ha capito la vera “mission” di AVSR sia per la bellezza dei luoghi attraversati. Tra tutti i partecipanti, a cui va il nostro più sincero in bocca al lupo, si è creato un feeling particolare: lo si è visto anche in gara, dove tutti hanno dato una mano quando qualcuno si è trovato in una situazione di difficoltà.

Un ringraziamento ed un saluto particolare a Lorenzo, Annamaria, Vanessa, Claudio, Piermario, Marco, Lucia e al gruppo di trialisti del Moto Club di Albenga, in costante contatto radio con lo staff, e che ha sempre percorso in avanti e indietro la tappa per fornire assistenza ai bikers.

L'Associazione “Ospitalità Alta Via dei Monti Liguri”, tramite i suoi associati vi permette di percorrere il tracciato di gara anche in altri periodi. All' indirizzo http://altaviastagerace.com/index.php/it/percorso/ troverete i tracciati gps delle singole tappe del tracciato di gara 2013. Mentre sul sito http://www.ospitalitaaltavia.it troverete informazioni utili per pianificare la vostra avventura.

Sandro Bongiorno
Simone Ferraris

photo: Nicola Damonte - Matteo Cappè




Fonte: Solobike.it


Read more: http://www.solobike.it/solobike/news/Alta-Via-Stage-Race%2C-real-wild-riding#ixzz2ZDqRWfSR
 

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